Le caldaie a cippato
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Il cippato è un combustibile formato da legno ridotto in piccoli pezzi della dimensione di qualche centimetro. Il materiale che costituisce il cippato è di diversa origine: potature sminuzzate, scarti di segheria o legno derivante dalle attività selvicolturali (taglio del bosco ceduo, diradamenti, tagli di conversione, ecc).
La dimensione dei pezzetti non dovrebbe superare i 4-5 cm. Pezzi più lunghi di 7-8 cm, anche se presenti in quantità modesta, possono provocare inceppamenti nel sistema di alimentazione della caldaia, e quindi il blocco dell’impianto.

Il cippato si utilizza normalmente per alimentare caldaie per il riscaldamento di edifici civili. Gli impianti a cippato sono totalmente automatizzati e non hanno limiti dimensionali, potendo raggiungere potenze anche di diversi  MW  termici. I rendimenti e il confort sono gli stessi delle caldaie a gas/ gasolio. Per le caratteristiche di automazione sono particolarmente indicati per il riscaldamento di edifici di dimensioni medie o grandi, quali alberghi, scuole, condomini, ospedali e centri commerciali.

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Poiché il caricamento del combustibile in caldaia avviene in modo automatico, è necessario che accanto al locale caldaia venga predisposto un locale (silo) per lo stoccaggio del combustibile accessibile ai mezzi di trasporto, possibilmente studiato al di sotto del piano stradale, per facilitare le operazioni di scarico.
Il silo va dimensionato sulla base della potenza e del rendimento della caldaia e dell’autonomia richiesta. In ogni caso deve essere accuratamente protetto da infiltrazioni d’acqua.
Dal silo di alimentazione il cippato viene estratto automaticamente e convogliato, per mezzo di una coclea dosatrice, nella caldaia, dove avviene la combustione mediante l’immissione di aria  primaria e secondaria.
L’accensione del cippato può avvenire sia in modo manuale, sia automaticamente per mezzo di dispositivi elettrici o a combustibile liquido ( bruciatore pilota). Nei sistemi più avanzati il flusso di cippato e la combustione sono regolati in continuo da un microprocessore in base alla richiesta di energia dell’utenza e alla temperatura e concentrazione di ossigeno dei fumi (regolazione lambda).
In alcuni modelli esiste la funzione di mantenimento braci, che consente alla caldaia di mantenere una piccola quantità di brace accesa durante le pause di funzionamento, consentendo così la riaccensione immediata al riavvio dell’impianto.
Negli impianti termici devono essere installati dispositivi di sicurezza che interrompono la continuità fisica del flusso del cippato dal silo alla caldaia, per impedire eventuali ritorni di fiamma dalla caldaia sino allo stoccaggio.  
Per il dimensionamento degli impianti di riscaldamento a cippato si seguono criteri simili a quelli relativi ad impianti convenzionali a gas/gasolio. Nel caso in cui si preveda di installare o di mantenere in esercizio una caldaia a gas/gasolio con funzione di scorta o emergenza, la caldaia a cippato può essere dimensionata intorno al 70% della potenza di picco stimata.